Albero della macedonia

Lettera di Sofia dopo l'incontro a San Nicolao della Flue - Milano

 

 

Ricordo di essere stata attirata dal volantino colorato affisso in bacheca. Nonostante il tempo contato con cui arrivo per andare a messa, mi sono fermata per leggere e cercare di capire meglio cosa fosse quello strano titolo di uno degli incontri del percorso di Quaresima della comunità di San Nicolao: “L’albero della macedonia”.

L’immagine di un albero capace di produrre una “macedonia di frutta” evocava in me qualcosa di fantastico, ma con mia grande sorpresa, le testimonianze di Margherita, Beppe, Fatima e Mustapha mi hanno permesso di scoprire una radice estremamente “naturale” nella loro scelta.

Non si incontrano tutti i giorni famiglie che scelgono di aprire la loro casa accogliendo bambini in affidamento, e che decidono di farlo insieme, sostenendosi e cercando momenti di vita comune. Ma non mi era mai capitato di veder nascere questo desiderio condiviso tra due famiglie di cultura e religione diverse. Questa sì che è una vera macedonia!

Ascoltando le loro storie e il modo in cui questa scelta è maturata nel tempo ho assaporato la forza di vita che nasce dal dono di essere padre e madre: un dono più grande di noi, capace di allargare il cuore di ogni uomo e ogni donna, indipendentemente dalla sua nazionalità e dal suo credo. Questo desiderio di prendersi cura insieme di figli “non loro” ha spinto queste due coppie a conoscersi, a superare pregiudizi e paure… a fidarsi e a non stancarsi di ritornare alle radici comuni. Hanno osato vivere prima tra loro (e continuano a farlo) quello che poi avrebbero chiesto di fare ai loro figli naturali e ai bambini che avrebbero accolto.

“Le fatiche non mancano” continuavano a ripeterci con tanta trasparenza “eppure siamo felici della nostra scelta”. I loro volti parlavano più delle loro parole. Guardandoli non posso non ascoltare una melodia che, nonostante la confusione, continua a suonare, fiduciosa che qualcuno si fermerà ad ascoltare. Vedo in loro il frutto della nostra società in continua trasformazione, il volto dell’Italia che sta cambiando, sempre più abitata da tanti “frutti diversi”. La domanda sorge spontanea: “È possibile che siano tutti frutti dello stesso albero?”. La risposta è lì davanti a me, nelle vite condivise di queste due famiglie che ci rivelano come l’uomo che crede può vivere una vita che è molto più che “naturale”.

 

Grazie per il desiderio che avete osato seguire! Custodisco con gratitudine il seme di speranza che mi avete donato. 

SOFIA